Nel 2000 il CIPH (Comitato Italiano per il Project
Hessdalen) iniziava la sua attività di supporto al
Project Hessdalen
norvegese, animato da Erling P. Strand e da Bjorn G.Hauge.
Il Project Hessdalen aveva da poco riavviato lo studio,
iniziato negli anni '80 nella piccola
valle norvegese, per analizzare con metodi strumentali
le precedenti osservazioni estemporanee di tanti testimoni
fino a quel momento collocate sotto il nome suggestivo di
Ufo ma ben presto diventate le "luci di
Hessdalen". Il comitato italiano era stato costituito da
un gruppo iniziale di nove promotori fra i quali Renzo
Cabassi, Nico Conti, Massimo Silvestri, Roberto Labanti e
Maurizio Morini.
Il Project Hessdalen attirò davvero la nostra
attenzione quando Erling Strand scorse la possibilità
di un nuovo salto di qualità nella collaborazione tra
l'ØstfoldCollege
, dove lavora, ed il team di ricercatori tecnologi del
Radiotelescopio di
Medicina (Bologna), diretto da Stelio Montebugnoli. Fu
così che sorse ciò che allora si chiamava
"programma
EMBLA", un protocollo di collaborazione al quale
partecipava per la parte italiana Montebugnoli, con il suo
braccio destro Jader Monari, che agì sotto
l'egida dell'Istituto di Radio Astronomia (IRA) di Bologna a
quel tempo istituto del CNR, ora divenuto parte
dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF.
I tanti tipi di Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera
(FLTA), visti con un taglio scientifico e
"strumentalista" sono il principale oggetto di studio
del CIPH. Fu per questo che esso si offrì ai
ricercatori italiani di EMBLA come supporto organizzativo,
logistico e, soprattutto, finanziario, consapevole di non
essere formato da scienziati, ma da privati interessati ad
aiutare lo studio di fenomeni che faticano a crearsi uno
spazio tra le discipline scientifiche sia per via della loro
asserita rarità e casualità sia per una serie
di incrostazioni mitiche che riguardano sia i testimoni sia
gli scienziati. Per fare solo alcuni esempi concreti,
pensiamo ai fulmini globulari o alle luci sismiche, ai
plasmi non convenzionali o ad altri tipi di presunte
manifestazioni luminose ricorrenti che sarebbero osservabili
in parecchie località del globo.
Il CIPH sponsorizzò fin dalla la prima missione,
EMBLA2000, supportando poi a lungo la costruzione della
strumentazione, dapprima destinata soprattutto al campo
radio. E siamo giunti all'ottavo anno di ininterrotta
collaborazione. Questo supporto e contributo alla ricerca
sono continuati fino ad oggi anche grazie ad alcuni
appassionati che operano nella ricerca amatoriale
dell'ambiente astrofilo ed in quello ufologico, ambienti
certo distanti ma composti da attivi appassionati, e sono
diventati sempre più rilevanti per la realizzazione
delle missioni italiane che si sono succedute dal 2000 fino
all'ultima di manutenzione tecnica del 2007 ad opera di
Jader Monari, Domenico Caliendo, Stelio Montebugnoli e di
Bjørn Gitle Hauge, per il Project
Hessdalen/Østfold College.
Nel 2006, sull'onda dei suggerimenti del fisico Peter
Sturrock e del suo Panel sugli "Oggetti Volanti Non
Identificati" tenutosi nel '97 a Pocantico, USA, ribaditi poi dallo storico della
fisica Matteo Leone e con l'esigenza di fare il punto della
ricerca sulle luci di Hessdalen e su fenomeni ad esse
simili, il CIPH ha organizzato un workshop, l'International
Project Hessdalen Workshop 2006 (IPHW2006), al quale
hanno partecipato coloro che negli anni hanno orbitato
attorno all'attività della parte norvegese dello
studio e naturalmente intorno al CIPH. Pur essendo stata
sempre presente nel comitato l'idea di migliorare gli
strumenti nel campo ottico, è stato proprio nello
slancio trovato con il workshop del 2006 e nel supporto
finanziario ad esso conseguente che all'inizio del 2007 ha
preso forma ed ha trovato realizzazione lo Smart
Optical Sensors Observatory, la stazione SOSO,
coordinata da Massimo Silvestri.
Dopo pochi ma intensi mesi di duro lavoro da parte di M.
Silvestri, che poteva contare su alcuni sponsor in
attrezzature reperiti dal CIPH, la stazione SOSO
(telecamere, computer, programmi, ecc.) veniva prima provata
al planetario annesso al telescopio di San Giovanni in
Persiceto (Bologna) con il supporto del suo direttore,
Romano Serra e degli astrofili ferraresi del gruppo
Columbia, poi installata in un luogo del tutto casuale per
ulteriori prove "sul campo". L'idea, non nuova, era di
creare una stazione automatica di rilevamento di allarmi
luminosi che in seguito fosse in grado di interfacciarsi con
altri strumenti nel campo del non ottico (VLF, ULF, radar,
ecc.) e di poter in seguito registrare uno spettrogramma in
modo automatico. Quando il nostro sistema SOSO prese a
funzionare sul campo iniziò da subito a registrare
una serie di eventi luminosi, identificati o ancora in via
di analisi. Il
18 luglio 2007 SOSO rilevava e registrava un primo,
importante transito di un bolide di grande
luminosità. Pur non essendo interessato in modo
diretto ai fenomeni meteorici il nostro comitato informava
gli astrofili ed i fisici che a quell'area di studio fanno
riferimento e dopo poche ore, grazie a SOSO il fisico Albino
Carbognani tracciava la traiettoria del bolide indicando la
presunta provenienza spaziale di quel corpo. Altre meteore e
bolidi sono stati registrati, ma gli eventi più
importanti sono stati quelli dei primi fenomeni della classe
dei TLE (sprites) registrati sul territorio italiano. I TLE
(Transient
Luminous Events) sono una serie di fenomeni ionosferici
di cui abbiamo una conoscenza strumentale solo dal 1989, a
riprova che ancora oggi molte cose che accadono
nell'atmosfera sono da scoprire o rimangono poco chiare.
Da qualche tempo la nostra opera di supporto al Progetto
Hessdalen e lo sviluppo operativo di SOSO sembrano essere
soggetti ad una serie di rapidi sviluppi che ci fanno ben
sperare. E' per questo che è nato un blog.
Per dare un'informazione efficace e veloce agli specialisti
ma anche ai semplici interessati. Volti per natura alle
collaborazioni esterne, in pochi mesi si è fatta
pressante l'esigenza di rendere disponibile un flusso di
notizie nel campo dei FLTA, che provengano dal mondo
scientifico o almeno da fonti generali di livello
qualitativo elevato. Al blog, coordinato da Renzo Cabassi,
partecipano ora come collaboratori pure Nico Conti
(niconti), Giuseppe Stilo (giuseppe s), Roberto Labanti
(RL), Massimo Silvestri (Max) e Jader Monari (jader).
Qualsiasi collaborazione o commento da parte di chi
condivide i nostri interessi sarà graditissimo.