UAP Unidentified Aerial Phenomena

 

Il Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH) si occupa di Fenomeni luminosi Transitori in Atmosfera, ed in altre parole di tutti quei fenomeni nuovi o pressoché sconosciuti nella bassa ed alta atmosfera.


Spesso la gente, a partire dal 1947, ha portato testimonianze di eventi di vario tipo, non identificati, che sono andati sotto il termine generico, di origine militare, di UFO (Unidentified Flying Object), o quello decisamente evocativo, di origine giornalistica di "dischi volanti".


Ne nacque una disciplina detta ufologia (studiosi, gruppi di appassionati, associazioni), che a partire da pretese metodologie scientifiche, cercò fino alle soglie degli anni 80 di stabilire se eravamo o meno visitati da intelligenze extraterrestri, come sembrava possibile nell'ambito di quel contesto.

Dopo il 1980 gli ufologi si divisero internamente su due fronti: scettico e credente, mentre la scienza si occupava raramente di studiare il problema posto da quelle variegate testimonianze che vanno sotto il nome di fenomeno UFO.

Gli ufologi più scettici sull'ipotesi delle visite, negli ultimi anni si sono dotati di un termine meno evocativo del termine UFO (spesso sovrapposto a quello di dischi volanti, senza soluzione di continuità), ed anche alcuni organismi come il (ex)GEPAN francese (parte del CNES, ora GEIPAN), hanno adottato il nuovo  termine UAP [Unidentified Arial Phenomena], per catalogare questa casistica. Va detto, però, che siccome vengono catalogati sotto queste etichette "oggetti/luci" di cui non conosciamo scientificamente la causa, è possibile che dietro queste testimonianze casuali si possano nascondere, fenomeni nuovi.

In tal senso il CIPH si interessa anche di questi fenomeni aerei non identificati (UAP), che proprio per le loro origini testimoniali e la mancanza di evidenze sono  riconducibili con più difficoltà alle categorie delineate dal documento LTPA: L'AREA DEI FENOMENI D'INTERESSE DEL CIPH.

Lo fa, però soltanto quando studi d'insieme e rapporti su singole osservazioni di UAP presentano qualità particolarmente elevata nel fornire dati analizzabili o correlabili secondo pratiche scientifiche.


In realtà, la scienza si è occupata degli UAP/UFO in modo sporadico e forse anche di malavoglia, come intero collettivo di scienziati, mentre raramente il suo interesse si è spinto oltre l'interesse del singolo scienziato.

L'Università del Colorado, sotto la direzione del fisico nucleare Edward U. Condon se ne occupò con uno studio per conto del Dipartimento della Difesa americano fra il 1966 ed il 1968 [Condon Report]; lo stesso fecero dapprima il fisico atmosferico James E. McDonald (1920-1971) e poi l'astrofisico Josef Allen Hynek (1910-1986), gli astrofisici Thornton L. Page (1913-1996) e Carl Sagan (1934-1996) [coautori di UFOs: A Scientific Debate] e, più di recente, l'astrofisico Peter A. Sturrock, che nel 1997 organizzò un panel di ricercatori passato alle cronache come "panel di Pocantico".


Se ne occupò anche il fisico Harley D. Rutledge con un primo tentativo di monitoraggio strumentale attraverso il "Project Identification".

Una interessante ipotesi fu quindi la correlazione tra casistica UFO e terremoti, messa in campo in anni successivi da Michael A. Persinger, e poi abbracciata dal geologo John S. Derr, geologo studioso di precursori sismici: Teoria dello Stress Tettonico (certa casistica ad alto livello di stranezza sarebbe giustificata dalla vicinanza al fenomeno luminoso e dall'influenza elettromagnetica sul lobo temporale).


Non vanno dimenticati il gruppo NARCAP, che si occupa soltanto di osservazioni di presunti UAP fatto da personale aeronautico e che è diretto dallo psicologo della percezione Richard F. Haines e  l'importante esperienza francese del gruppo GEPAN del Centre National d'Etudes Spatiales, che dal 2006 si è trasformato in GEIPAN (Groupement d'Etude et d'Information sur les Phénomènes Aérospatiaux non-Identifiés,  oggi diretto dall'ingegner Xavier Passot, dopo Claude Poher, Jean-Jacques Velasco, Yvan Blanc e Jacques Patenet).


Infine non dobbiamo dimenticare la nascita del Project Hessdalen nel 1984 (che oggi vede attivi Erling P. Strand e Bjorn Gitle Hauge). Il progetto norvegese nasce dall'interessamento ad una ondata di testimonianze UFO, a partire da una zona limitrofa ad Hessdalen, che poi si estese alla piccola valle e ha sviluppato particolrmente l'idea di monitorare la valle con continuità e in seguito si trasformerà sempre più in un progetto strumentale di più ampio respiro di studio di fenomeni luminosi nella bassa atmosfera. Vari report e documentazione sono consultabili in inglese sul sito del Project oltre che nella nostra sezione ARTICOLI.


Per il CIPH quindi gli UAP sono quella parte di casistica di eventi luminosi da cui possono essere estratti dati strumentali e che possono sottendere presunti fenomeni nuovi in atmosfera, sconosciuti alle scienze fisico-naturali, la cui evidenza, per quanto debole, si può inferire anche da avvistamenti di osservatori casuali ma che debbono essere confermati da osservazioni strumentali.

I Fenomeni Luminosi Transitori in Atmosfera che costituiscono uno degli oggetti di studio da parte del CIPH potrebbero dunque essere concepiti come parti di un insieme più ampio e contraddittorio: quello degli UFO/UAP.

Si tratta di non trascurare l'evidenza dei sensi, le testimonianze sporadiche sviluppate anche da persone esperte, purché il tutto vada in direzione del conforto di dati scientifici a conferma del supposto fenomeno, nell'ambito della collettività degli scienziati e dei tecnologi della scienza.

In questo ambito il nostro Comitato pone grande interesse e attenzione al Progetto di Ricerca coordinato, all’interno del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), da Giuseppe Stilo e avviato nel 2006, “CLEAR SKIES” [per ulteriori approfondimenti vedi anche qui e anche qui] che, come dalla premessa “... è destinato a collazionare, ordinare e valutare i dati relativi alle osservazioni di presunti fenomeni aerei non identificati effettuate in tutto il mondo da astronomi ed astrofili a partire dal 1° gennaio 1600. Alla data del 1 aprile 2013 conta 1532 osservazioni da settantaquattro Paesi. 462 casi si riferiscono all’Italia.”

JSE

Journal of Scientific

Exploration